ANTONIO DE LUCA - ESPANSIONI RAREFATTE

“Espansioni rarefatte” ANTONIO DE LUCA Inaugurazione: 02 ottobre 2010 - Ore 18,00 presso la Casa d'Arte di via dei mercati 15 a Vercelli @@@ dal 02/05/2010 fino al 30/10/2010 Catalogo a cura di Paola Bertolazzi Testo critico di Luisa Facelli. Installazioni e ceramiche in contemporanea a Studio10 @@@ Due sedi per un unico artista. Antonio De Luca porta le sue “espansioni rarefatte” a Vercelli che apre le porte all’arte contemporanea dedicando, dal 02 Ottobre, due spazi espositivi alla mostra personale dell’Artista campano. Si tratta dello spazio della Casa d’Arte Viadeimercati e di quello dell’Associazione Culturale Studio Dieci, uniti in un ideale percorso che avvicina all’opera di questo artista contemporaneo. Alla Casa d’Arte si potranno osservare gli acquarelli e le carte intelate, ovvero quella parte di produzione più rappresentativa del lavoro dell’Artista, con scorci di figure dai tagli fotografici, colate e macchie di colore, atmosfere nostalgiche e sospese. A questi lavori si accompagneranno le sperimentazioni in materiale ceramico, sul quale De Luca ha iniziato a trasferire i propri segni liquidi utilizzati fino a poco fa esclusivamente sulla tela. Saranno, inoltre, esposte delle opere miste” tela-maiolica: alcuni suoi quadri infatti si appropriano dello spazio della parete circostante tramite l’uso di “espansioni” (come le ha definite lui stesso) in ceramica, che danno appunto titolo alla mostra. L’ossimoro “Espansioni rarefatte” nasce dalla contrapposizione tra questa libertà espressiva dell’artista e la sua capacità di sintesi, che lo portano l’una a valicare il limite circoscritto della tela e l’altra a suggerire con pochi movimenti atmosfere e ad evocare ricordi. Scrive il critico Luisa Facelli sul catalogo della mostra curato da Paola Bertolazzi: "Ma quello che più affascina del mondo di De Luca è la sensazione che oggi ancora sia possibile riconoscerci nel breve lampo di felicità o di dramma dei suoi personaggi. Teneri e crudeli, sbucati fuori da una fiaba. Un pettirosso dal bianco del foglio ci sorprende: ecco l’inverno di Biancaneve (“Pettirosso”); una giovane ammantata sotto una nuvola minacciosa rosso cupo si rannicchia in se stessa: che si prepari a dormire per cento anni? (“Traccia” e “Calore”); di un’altra, non improbabile Cenerentola, immaginiamo che aspetti il suo principe a sfilarle la scarpa gialla, in primo piano, portandole la luce di cristallo di una vita perfetta (“Scarpe gialle” e “Nei miei pensieri”). Il destino cui andremo incontro da adulti, l’abbiamo già presentito e lentamente metabolizzato nei suoi misteri, da bambini, col fiato sospeso, attendendo il lieto fine delle fiabe, dei cartoni animati, dei racconti di chi ci ha educato o nelle simulazioni del gioco. Attraverso foreste di simboli abbiamo intravisto l’idea del bene e del male, con trepidazione e speranza. Penso che Antonio De Luca anche di questo ci parli. Con la poesia che gli appartiene. "