Babae - Vittorio Maria Di Carlo forever

Maganda ang babae, sono le donne in lingua filippina. Anzi le belle donne. Quelle che Vittorio Maria Di Carlo dipinge servendosi di colori forti con sfumature cromatiche sempre dominanti. La Donna, per Di Carlo, è la protagonista opulente di ogni sua opera. Che sia un’odalisca o una suonatrice o una contadina, è sempre la Donna che conduce il gioco anche quando sembra non esserci. E questo suo amore per l’universo femminile viene espresso costantemente ma con riservatezza, quasi con pudore, come omaggio alla sua Musa ispiratrice. La figura femminile di Di Carlo, infatti, non è mai provocante ma, per quanto bellissima, suggerisce piuttosto un pensiero rassicurante, in parte materno, con i suoi grandi fianchi mediterranei. Conosco Vittorio Maria da sempre e da subito ho capito che avevo di fronte un Artista vero che, sebbene influenzato da Matisse, da Modigliani e, soprattutto, da Picasso ha, comunque, fortemente voluto e saputo costruire un suo personale segno, forte, marcato, incisivo, mai monotono. Quando gli ho proposto una sua personale a Vercelli, lui che ha esposto in tutto il mondo, non ha avuto un attimo di esitazione. I suoi occhi si sono illuminati ed io ho immediatamente compreso che il suo sguardo non era solo un assenso ad un’amica ma era anche l’espressione di felicità per un implicito riconoscimento. Con umiltà e disponibilità ha voluto che seguissi dal vivo alcuni momenti di creazione dei suoi lavori ed è stata, per me, un’esperienza indimenticabile. Ho avuto la conferma di come sia, apparentemente, facile creare momenti di vita se possiedi tecnica, sensibilità e consapevolezza. Le sue opere mantengono sempre un sorprendente equilibrio compositivo trasformandosi in suggestive poesie attraverso un gioco di colori, luci e geometrie: ed è, anche questo, è il fascino immutabile della pittura di Vittorio Maria Di Carlo.