ANTONIO DE LUCA - INDELEBILI TRACCE

Alla fine la narrazione è sporca. Citazione di un mondo patinato ma...un quadro liquefatto, un abito che si dilegua nel sogno. Il bosco narrato sullo sfondo è bianco e nero e l'abito di lei sembra un prato fiorito, non vi è limite tra citazione di paesaggio e citazione dell'abito o della figura, si mescolano, si ricostruiscono per tratti prima di scomparire. “ è arrivato Antonio, ho sentito il campanello...” mi ha raggiunto ad Ameno, nelle nostre Dimore d'Arte, nel nostro quartier generale. Mi dice: “Scusa il ritardo, ho avuto problemi con l'auto” in effetti le sue mani sono sporche, come quelle di un meccanico. Mi piace pensare che in realtà siano sporche di colore nero, quello che mette nei suoi quadri, quello che sbuca dal quadro...ed è rimasto appiccicato anche sul suo corpo. Carne o citazione di corpo o forse solo mani. Colore che si scioglie in un bicchiere...quando guardo il suo lavoro penso che pure il mio corpo potrebbe diluirsi e diventare sospeso tra acquerello, trasparenza materiale o immateriale che sia. Mi ha portato dei cataloghi in cui compaiono i suoi ultimi lavori...abbiamo deciso di sperimentare un testo. Adoro scrivere con i tre puntini di sospensione e mi sembrano appropriati per i quadri di Antonio, lui i puntini li fa sbucare dal quadro, fino ad invadere lo spazio...le chiama espansioni di ceramiche smaltate. Principesse, ecco le sue donne escono dal cassetto dei ricordi, sono sogni impalpabili a volte frammenti, una realtà in frantumi, tenuta a stento dentro un foglio da spolvero, carta che per natura assorbe. Con l'uso del colore ad olio compaiono macchie oleose e sporche, come le sue mani che oggi si muovono nervose, prendono appunti in un quaderno a righe con disegni e note, appuntamenti e numeri di telefono...ancora una storia frammentata. ...e poi il colore bianco sullo sfondo ha delle colature, a volte arriva in primo piano, a volte si mescola con l'abito di lei e le sue scarpine verdi, sandaletti...piedi nudi. Contorno, non definire completamente il contorno...donne di un passato non così remoto da essere dimenticato, sinuose come corolle di fiore, seducenti come campionature di colore, principesse senza bacchetta magica ma uscite dal mondo del non reale, eteree e senza corpo...Senza testa, senza pensiero e peso esistenziale...sono solo contorni neri riempiti di colore, colature e pennellate spezzate...non è pelle irrorata di sangue e viscere e saliva. Mai carne, mai corpo...mai ritratto, non saprò mai quale donna ritrae Antonio...non lo saprò mai e non lo voglio sapere. Lasciatemi in questo sogno senza infranto. “ dove hai la macchina ? “ cerco curiosamente di scoprire... “ Nel parcheggio vicino, ma ti accompagno”...Vorrei spiarlo mentre scompare dietro la via, forse pure lui appartiene solo ad un sogno. Enrica Borghi