Rosario Tornatore

Dal sito www.rosariotornatore.com: Rosario Tornatore nasce nel 1938 ad Acireale, in provincia di Catania. Ha la fortuna di crescere in un ambiente familiare particolarmente sensibile alle arti, dove pittura e musica costituiscono momenti centrali nella vita del quotidiano. Gli studi artistici sono per lui una vocazione quindi naturale. La formazione inizia a Catania, dove frequenta e si diploma all’Istituto Statale d’Arte. Prosegue a Roma, dove completa gli studi, conseguendo il Diploma Accademico del corso di Scenografia, presso l’Accademia di Belle Arti. Nella stessa Accademia segue con particolari risultati il corso d’incisione diretto da Mino Maccari e Lino Bianchi Barriviera. Successivamente nella stessa città arricchisce gli studi artistici presso la Facoltà di Architettura, l’Accademia di Francia e la Scuola Nazionale di Grafica e Cartellonismo. Nel periodo romano, tra il ’60 ed il ‘65, avvia l’attività espositiva presentando le proprie opere in mostre personali e collettive, presso importanti sedi pubbliche e partecipando a vari concorsi nazionali di pittura dove spesso avrà occasione di vincere numerosi primi premi. Durante questo lungo soggiorno romano accresce fecondi incontri con personaggi di primo piano che saranno altresì determinanti per il suo lavoro tra i quali: Franco Gentilini, Emilio Greco, Pericle Fazzini, Luigi Montanarini, Renato Guttuso, Mario Rivosecchi . Contemporaneamente si impegna nel campo della scenografia realizzando numerose opere tra le quali spicca il lavoro per “Le sedie” di Jonesco al Teatro Goldoni e, in collaborazione con Luigi Scaccianoce, opera nel mondo del cinema partecipando alla realizzazione delle scenografie di film importanti, tra cui “Il Vangelo Secondo Matteo” di Pier Paolo Pasolini e “Il Viaggio” di Vittorio De Sica. L’inesauribile desiderio di conoscere, spingerà l’artista a trasferirsi a Parigi allora capitale dell’arte moderna, stabilendovisi fin dal 1965. Vi risiederà fino al 1969 vivendo intensamente i fermenti dell’ambiente culturale parigino ed entrando in stretto contatto con grandi maestri come Picasso, Masson, Pignon, Samos. Si lega per reciproca stima e calda amicizia con giovani artisti quali Licata, Calos, Kallos, Agam, che come lui andavano emergendo nell’ambiente parigino tra gli esponenti delle nuove generazioni. Si trova a collaborare con Eduard Pignon alla realizzazione della scenografia di “Renard”, opera buffa di Stravinskij. A Parigi frequenta prima l’Ecole Superieure des Beaux Arts e poi l’atelier sperimentale di Friedlander e Goetz, nei cui studi ha occasione di perfezionare sia i procedimenti che le nuove tecniche nella pratica della calcografia moderna. Con artisti quali Calder, Schoffer, Vasarely, Le Parc e il gruppo del Nouveau Réalisme di Pierre Restany, condivide le medesime posizioni, anzi, le sue esperienze, talvolta apparentate a quelle di tali movimenti, si rivelano in effetti soluzioni da lui già sperimentate col proposito di continuare a seguire una propria linea di ricerca e con il bisogno di formulare un linguaggio inteso a saldare figurazione ed astrazione. Arriva perciò ad amalgamare l’esigenza di contenuti narrativi - spesso anche di ascendenza mitografica - con la necessità di provare nuove prospettive linguistiche. La sua formazione verrà a maturarsi proprio in un momento storico caratterizzato dall’emergere di significativi movimenti come l’Arte Cinetica e la Pop Art. Durante il suo soggiorno parigino esporrà sia in diverse città francesi che italiane conquistando autorevoli riconoscimenti. Nel ’69 ritorna in Italia dove gli viene assegnata la cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico Statale di Catania e, per un certo periodo, la cattedra di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti della stessa città, alternando così i suoi soggiorni e i conseguenti motivi di lavoro tra lo studio di Parigi e quello di Acireale. Successivamente egli si sposta a Venezia, soggiornandovi per alcuni anni, con brevi periodi. Qui intrattiene intensi rapporti con i critici Umbro Apollonio, Silvio Branzi, Giuseppe Marchiori, Toni Toniato, Enzo Di Martino ed entra a far parte dell’ambiente artistico che si riunisce attorno alle figure di Virgilio Guidi , Mario De Luigi, Leone Minassian. Nel ‘70 espone in una sua prima mostra personale veneziana alla Galleria Il Traghetto 1, presentato in catalogo da Toni Toniato. In questa città partecipa alle attività del Centro Internazionale della Grafica e questo gli permette di dedicarsi ad un’altra sua passione impegnandosi alla realizzazione di opere incisorie. Durante queste esperienze è invitato ad esporre i propri lavori in diverse città italiane ed europee e precisamente a Bruxelles, Londra, Parigi, Grenoble, Chartres, Genova, Catania, Acireale, Venezia, Bologna, Roma, Varese, Alessandria, quindi negli Stati Uniti, in Germania, Argentina, Giappone, Venezuela, Malta. Nel ‘67 viene invitato alla Mostra Internazionale di Grafica di Lubijana e a quella di Vancouver. Con opere di grafica sarà presente anche all’importante Rassegna di Grafica - VI Biennale Internazionale di Grafica di Cracovia. I giudizi critici sulla sua opera favoriranno un interesse del collezionismo, che gli permetteranno di entrare in significative raccolte private e pubbliche di arte moderna nonché di eseguire lavori per chiese e per istituti bancari. Nel 1981 in occasione di una personale presso la Galleria Arti Visive di Catania, viene pubblicato un volume che raccoglie le opere dal 1979 al 1981, edito da “Edizioni Arti Visive” a cura di Francesco Gallo, Mario Penelope, Toni Toniato e Marisa Vescovo. Dal 1983 il critico Mario Penelope si occuperà con molto interesse della sua opera proponendolo in diverse esposizioni. Nel 1985 i curatori della XVIII Rassegna Internazionale d’Arte di Acireale, gli dedicano, presso il Palazzo di Città, una mostra omaggio scrivendo che questa iniziativa è “…un doveroso riconoscimento dei meriti acquisiti da Tornatore durante tutta la sua carriera artistica, come viene ampiamente riconosciuto dalla critica nazionale ed estera…” . In questa occasione verrà pubblicato un volume a cura di Riccardo Barletta, Massimo Carboni e Francesco Gallo. Nella seconda metà degli anni Ottanta ha l’occasione di accentuare nel lavoro l’impegno di scenografo, lavorando inoltre per la Rai, Radio Televisione Italiana, curando la scenografia del film documentario “Il Signor Goethe poeta naturalista in viaggio per Messina, anche” di Vanni Ronsisvalle. Nel 1988 l’Ente Teatro Bellini di Catania lo incarica di realizzare le scenografie sia interne che esterne nonché i manifesti per la ricorrenza delle “Giornate Belliniane”. In questa occasione egli inizia a dedicarsi anche alla scultura. Realizza un’opera monumentale inserendola nel suo progetto scenografico, nella Piazza Teatro Massimo Bellini. Negli anni successivi farà spesso ritorno a Parigi, dove curerà un’importante mostra di suoi dipinti recenti. Lo studio parigino non era mai stato da lui lasciato, ma vi ritornava, sia pure saltuariamente, per lavorare e per riprendere i rapporti con gli artisti e con gli esponenti dei movimenti che allora dominavano la scena culturale.

 

OPERE MULTIPLE

Irrealtà
Rosario Tornatore
  • Tecnica mista
  • 0 €