Virgilio Guidi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Virgilio Guidi (Roma, 1891 – Venezia, 1984) Tra il 1920-'23 dipinge alcuni dei suoi più importanti quadri di figure. Espone nella XIII Biennale di Venezia del 1922. Comincia a vendere i suoi dipinti e frequenta la "terza saletta" del Caffé Aragno dove entra in contatto con De Chirico, Giuseppe Ungaretti, Roberto Longhi. Nel 1924 raggiunge il successo alla XIV Biennale di Venezia con il suo Tram. Il parere favorevole della critica sancisce un riconoscimento internazionale tanto che il Granducato di Lussemburgo si offre di acquistare l’opera, ma Guidi preferisce che essa rimanga in Italia (ora alla Galleria di Arte Moderna a Roma). Tra il 1928-'29 partecipa alla XVI Biennale di Venezia è qui che presenta uno dei testi che rimarrà una pietra miliare del suo periodo veneziano la Giudecca, in cui la luce meridiana ferma la sua immagine in una spazialità assoluta. Scrive riflessioni sulla propria ricerca pittorica e le pubblica, fra l'altro, nel catalogo della I Quadriennale romana. Pubblica appunti e osservazioni sulla pittura. Tiene una prima mostra personale a Firenze ed espone nella XVIII Biennale di Venezia. Nel 1935, per l'ostilità dell'ambiente veneziano decide di trasferirsi a Bologna, dove insegna all'Accademia di Belle Arti ma manterrà lo studio all’interno. Ha una sala personale nella II Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma, dov'è premiato. L’anno successivo espone alla XX Biennale di Venezia e tiene un'altra personale a Milano, alla Galleria del Milione. Il 1937 è l’anno della prima monografia che è edita a New York e curata dalla giornalista americana Nedda Arnova, inoltre pubblica a Bologna "Bollettino d'Arte" ed elabora un sintetismo plastico di luce-forma-colore. Nel ’40 viene invitato dall’Accademia alla XXII Biennale di Venezia dove avrà riservato una intera sala personale. Comincia ad individuare temi teorico-compositivi costanti come l'apparizione di una figura femminile e la Visita. Nel 1942 comincia a scrivere i primi versi poetici editi però solo nel ‘59. Riprende anche le sue riflessioni scritte sull'arte, sulla luce-spazio ed invia Vista nello studio alla XII biennale. Nel 1946, interessatosi alla grafica, avvia la sua attività pubblicando una serie di litografie. Tra il 1947-'50 realizza Marine in uno schema di puri piani di colore, e Figure nello spazio, torna a esporre alla XXIV Biennale di Venezia e prende parte al movimento spaziale, animato da Lucio Fontana. Nel triennio 1952-'55 la sua ricerca pittorica procede per cicli tematico-compositivi ricorrenti: Figure nello spazio, Angoscia, Presenze, Teste, Marine. Ha, come da ormai molti anni, una sala personale nella XXVII Biennale di Venezia. Il 7 gennaio del 1984 muore a Venezia

 

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